avvertenza: avendo partecipato per un anno a l'ultima parola, il talk show politico-eretico di Raidue condotto da Gianluigi Paragone, sono sicuramente infettato dalla teoria del complotto anzi #gombloddoh. proprio per questo non posso fare a meno di notare e mettere in correlazione alcune notizie di queste ultime ore sull' informazione televisiva.
l'ultima parola è messo in forse, non sappiamo se ci sarà nei palinsesti dell'anno prossimo (più no che sì), se ci sarà un programma rischia comunque di essere riveduto e corretto ad usum delphini: si fa addirittura l'ipotesi di un talk show politico senza politici.
in casa La7 chiude i battenti l'attuale gestione di In onda, talk show condotto da Luca Telese e Nicola Porro (ma forse più dal primo che dal secondo), che danno vita ad una diaspora: Telese a Canale 5 e porro a Rai 2 (nuovo programma politico del giovedì sera). la fascia di In onda, cioè la prima serata di sabato e domenica, verrà affidata da la7 a Lilli Gruber, che ora tiene la striscia dalle otto e mezzo alle nove e mezzo di sera.
"embè?", direte voi, si tratta di autonome scelte imprenditoriali di tre aziende ben distinte e indipendenti...ma ecco scattare la teoria del #gombloddoh: non è che per caso si può intravedere un'unica manina o manona che influenza i programmi di informazione di tutte le tv nazionali italiane? ma andiamo con ordine.
l'ostracismo a l'ultima parola in rai è dovuto a influenti politici del Pdl, e parliamo di Gasparri e romani, che sono direttamente riconducibili a Silvio Berlusconi. anche la7, dopo essere stata acquistata da Urbano Cairo, ex homo berlusconianus, si dice sia entrata nell'orbita del cavaliere. Canale 5 è sicuramente di Berlusconi. porro è il vicedirettore del giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi.
quindi io non ho le prove (direbbe Pasolini), ma so che dietro i tre poli televisivi nazionali che stanno vivendo un rimescolamento di carte dei programmi di informazione politica c'è un unico soggetto, il nostro silvio forever.
ora qual è la lettura complottarda e paranoica di tutti questi sommovimenti? semplice signori, il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare. mediobanca in un suo studio ci dice che l'Italia rischia il default entro sei mesi se non cambia qualcosa,incredibilmente avvalorando una fosca previsione di Grillo. la tensione sociale cresce di giorno in giorno insieme al rischio di instabilità politica. il governo letta è sotto ricatto permanente di Silvio Berlusconi, che minaccia ogni due per tre di far crollare la baracca se non vengono assecondati i punti del suo programma elettorale come l'abolizione dell'imu prima casa e dell'aumento iva. in pratica la campagna elettorale non è mai terminata.
in un momento economicamente così difficile e politicamente così delicato avere il controllo dell'informazione a reti unificate è il sogno di qualsiasi leader politico. programmi di approfondimento liberi e senza peli sulla lingua, di tendenza e amplificati sui social network come l'ultima parola e in onda diventano voci fuori dal coro che non ci si può permettere? meglio sedare sopire e ridistribuire le carte, in modo da avere sempre il controllo del banco?
ognuno tragga le sue conclusioni, purtroppo, come dicevo, un anno all'ultima parola mi ha traviato con la teoria del #gombloddoh, la mania di unire i puntini con una linea per vedere che disegno ne esce...
ah, e so che mi state per fare l'ultima domanda: e Santoro? ragazzi ma devo insegnarvi tutto. Santoro è quel genio del talk show politico che ospitando Berlusconi nella celebre puntata del duello con Travaglio ha fatto risorgere mediaticamente il cavaliere dalla tomba, e aperto la strada alla sua vittoria o quantomeno non-sconfitta elettorale. da lì è venuto poi il governo letta - alfano con la golden share per il pdl, che può ritirare la fiducia all'esecutivo quando vuole.
basta, ma fermiamoci prima che dotti medici e sapienti mi facciano portar via, che sono queste idee balzane e sovversive.
potranno pure chiudere o rimodulare lultima parola, ma come vedete su di me ha già provocato danni permanenti.
Visualizzazione post con etichetta paragone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paragone. Mostra tutti i post
sabato 22 giugno 2013
il #gombloddoh dell'info #tv
Etichette:
berlusconi,
governo,
Gruber,
Il Giornale,
informazione,
La7,
letta,
mediaset,
olivati,
paragone,
porro,
Rai,
Telese,
tv
mercoledì 23 gennaio 2013
√ dell'influenza della #tv su #politica ed #elezioni
![]() |
| Il totem della Videocrazia - Photo: Ebay |
Stalin chiedeva provocatoriamente "Quante divisioni ha il Papa?", oggi vi chiedo, ingenuamente, "Quanti voti sposta la tv?"
Dopo un attimo di silenzio gli esperti di televisione hanno dato tre risposte che giudico complementari ed illuminanti.
Riscassi ha descritto la capacità di stare in video come condizione necessaria (seppur non sufficiente) per fare politica oggi, citando a mo' di controesempio terribili gaffes televisive che hanno affossato per sempre la carriera di qualche plitico anticatodico. Esempio principe la Moratti col suo j'accuse televisivo a Pisapia, poi rivelatosi totalmente infondato, che le ha dato il colpo di grazia. Se sei un politico in tv ci devi saper stare, in quanto da un lato la televisione è la nuova agorà, dall'altro la politica stessa ha mutuato il linguaggio e i tempi televisivi.
Paragone ha ridimensionato l'influenza politica della tv, che gonfia la notorietà all'istante ma poi si rivela un boomerang, allorquando l'elettore realizza che il politico parla e si presenta bene, ma quelle promesse non mantenute...e quel che ha combinato in passato...ed ecco che la curva da ascensionale si plafona per poi cominciare a scendere (e dato che gran parte degli elettori decidono chi votare all'ultimo momento, infiammare gli animi all'inizio della campagna elettorale rischia di non essere risolutivo). Video come boomerang? Lo stesso Berlusconi grazie al presenzialismo televisivo sta scongelando il suo elettorato storico, forse più che guadagnare nuovi consensi.
Martini invece si è dimostrato il più convinto sostenitore dell'equazione politica = televisione: Berlusconi homo televivus per antonomasia, Grillo che più fugge le tv più la tv lo insegue (mossa da vera primadonna), lo stesso PD figlio dell'operazione di svecchiamento postcomunista partorito dal think-tank televisivo della Rai3 di Guglielmi (per non parlare di Crozza e della sua operazione-simpatia sul vecchio Pierluigi)...insomma video e politica convertuntur, punto e stop.
La mia opinione ingenua? Han ragione entrambi ambetre: senza tv la politica non esiste, tuttavia la politica non si limita al medium televisivo, dal quale pure ha mutuato tutto, parole, presenza scenica, ritmi, sincope del contraddittorio sloganistico. La tv ha infatti in grembo l'anti-tv del popolo che alla fine vuole fatti-non-parole, e oggi si riversa sui social networks riempiendo di frizzi lazzi e contumelie il politicante televisionato, come una volta lanciava commenti salaci al bar davanti al tubo catodico acceso. Guardando la tv fingiamo di lasciarci ipnotizzare, insomma, ma poi presentiamo il conto ai signori politici: oggi si dice fact checking, e vale sia per le cose dette che per le promesse fatte.
Il politico che resta perimetrato nei format del piccolo schermo non va molto lontano, come ci insegna il wonder-tv-boy Matteo Renzi: doveva fare chissà che ed è finito stratrombato dal vecchio e obsoleto Bersani, uno che in tv non ci sa stare manco tanto bene.
Martini invece si è dimostrato il più convinto sostenitore dell'equazione politica = televisione: Berlusconi homo televivus per antonomasia, Grillo che più fugge le tv più la tv lo insegue (mossa da vera primadonna), lo stesso PD figlio dell'operazione di svecchiamento postcomunista partorito dal think-tank televisivo della Rai3 di Guglielmi (per non parlare di Crozza e della sua operazione-simpatia sul vecchio Pierluigi)...insomma video e politica convertuntur, punto e stop.
La mia opinione ingenua? Han ragione entrambi ambetre: senza tv la politica non esiste, tuttavia la politica non si limita al medium televisivo, dal quale pure ha mutuato tutto, parole, presenza scenica, ritmi, sincope del contraddittorio sloganistico. La tv ha infatti in grembo l'anti-tv del popolo che alla fine vuole fatti-non-parole, e oggi si riversa sui social networks riempiendo di frizzi lazzi e contumelie il politicante televisionato, come una volta lanciava commenti salaci al bar davanti al tubo catodico acceso. Guardando la tv fingiamo di lasciarci ipnotizzare, insomma, ma poi presentiamo il conto ai signori politici: oggi si dice fact checking, e vale sia per le cose dette che per le promesse fatte.
Il politico che resta perimetrato nei format del piccolo schermo non va molto lontano, come ci insegna il wonder-tv-boy Matteo Renzi: doveva fare chissà che ed è finito stratrombato dal vecchio e obsoleto Bersani, uno che in tv non ci sa stare manco tanto bene.
Etichette:
elezioni,
martini,
olivati,
paragone,
politica,
riscassi,
televisione,
tv,
videocrazia
sabato 27 ottobre 2012
√ L'ultima parola: giovani, lavoro e complotti planetari
Potenza del blog: il mio post sulla gioventù choosy I giovani ciusi della forarina piagnens, oltre agli strali dei giovani indivanados, suscita l'interesse della redazione dell'Anteprima web de L'ultima parola, il talk show del venerdì sera su Rai 2 condotto da Gianluigi Paragone. Giulia Cazzaniga, conduttrice dell'Anteprima, nella seconda parte del video (da min. 32:45) mi mette a confronto con un gruppo di giovani alle prese con il problema del lavoro. Tra qualche inevitabile scintitlla su una cosa siamo tutti d'accordo: i giovani il lavoro se lo devono cercare, e duramente anche, dato che nessuno gli fa sconti e li agevola in questa congiuntura di crisi generale. La prima parte del video (fino a min. 32:45) è dedicata invece all'intervista con Daniel Estulin, ex KGB russo autore de Il Club Bilderberg sul complotto demoplutomassonico per il dominio del mondo: tesi eretiche ma, proprio in quanto tali, stimolanti (mai dire mai...).
La sera, in trasmissione, Gianluigi Paragone mi dà la parola per un "tuit vocale" su web, politica, libertà d'espressione e legge bavaglio: clicca qui, il mio intervento al min. 1:03:50
Iscriviti a:
Post (Atom)
