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lunedì 3 novembre 2014

Lo Stato dei diritti negati: lavoro, casa, dove siete?



http://www.tubechop.com/watch/3887170

Ospite tra il pubblico a La Gabbia del 2/11/14, il conduttore Gianluigi Paragone mi dà la parola sui dirittti negati: lavoro e casa, con un occhio alle fasce sociali più deboli, quelle che sembrano invisibili agli occhi dei più.

mercoledì 8 ottobre 2014

Marchionne maestro nell'uso degli aiuti di Stato, di qua e di là dall'oceano



http://www.tubechop.com/watch/3706391

Nella puntata de La Gabbia del 5/10/14 Gianluigi Paragone modera il dibattito su Marchionne e il modello-Fiat. Intervengo per ricordare con quali soldi (pubblici) il manager eroe dei due mondi manda avanti la baracca, di qua e di là dall'oceano. All'ubiquo Mario Adinolfi che mi dà sulla voce preciso che gli aiuti di Stato americani sono serviti a salvare i posti di lavoro della Chrysler negli Usa, non certo quelli della Fiat in Italia che sono a rischio.

Ecco il mio live-tweeting dallo studio de La Gabbia (con una piccola spiegazione finale anche per l'On. Emanuele Fiano del Pd ospite in studio, anche lui alquanto fiatofilo):



mercoledì 30 aprile 2014

Job Act, ovvero girare intorno al lavoro



http://www.tubechop.com/watch/2713365

Il mitico Job Act di Renzi creerà davvero posti di lavoro? Una mia considerazione a La Gabbia del 23/04/14, con la conclusione del conduttore Gianluigi Paragone: "il lavoro va pa-ga-to!"

sabato 3 novembre 2012

√ L'Eco di #Bergamo dà il colpo di grazia ai giovani ciusi (#choosy)


o voi giovani ciusi che schifate i mac-job, in quanto plurilaureati e meritevoli di un posto alla vs altezza, magari garantito dallo stato che ha tanto investito nella vs formazione d'eccellenza: primo, leggete qua sotto; secondo, in miniera! LOL

«Saper fare tutto»
Così nei multisala
i giovani fan carriera

Dalla maschera al barista, fino alle biglietterie
Riuscire ad adattarsi nei vari ruoli è il segreto
che ha permesso a molti di crescere in Uci

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  • L'Eco di Bergamo Sabato 03 Novembre 2012
  • ECONOMIA,
  • pagina 12
Francesco Lamberini
Come i fast food e la grande distribuzione, fino a qualche anno fa anche i cinema multisala, fenomeno relativamente giovane in Italia, erano considerato dai giovani una sorta di «primo addestramento» per poi spiccare il volo verso altri lidi lavorativi. Una sorta di «palestra» dove fare esperienze in attesa di completare gli studi e intraprendere la professione da loro scelta per vocazione.
Ma con il passare degli anni in molti, complice anche la crisi, hanno scoperto che anche una carriera interna oggi può diventare strategica. Merito anche di una formazione che tende ad essere il più avvolgente possibile, con la possibilità in pochi mesi di imparare a fare molte cose e tutte diverse, per poi scegliere la propria strada. È una realtà che alla Uci Cinamas di Curno conoscono ormai da tempo, come conferma Sonia Fois, direttore marketing Uci Italia: «l'avvicendamento dei nostri dipendenti non ha subito variazioni di grande rilievo in questi anni» e aggiunge: «Chi sceglie di continuare questo lavoro lo fa a volte a seguito di una scelta professionale mirata».
Curno, scelta non casuale
La location Curno – spiegano alla Uci – è stata scelta nel 1999 «in modo tutt'altro che casuale. Si è voluto privilegiare quest'area a ridosso di Bergamo perché in tal modo il cinema sarebbe sorto proprio di fronte ad uno dei centro commerciali fra i più importanti d'Italia, in una zona ad alta densità demografica e con una popolazione dal reddito medio-alto».
Stare a contatto con il pubblico, lavorare in un ambiente giovane sono alcune delle peculiarità che inducono molti giovani a rivolgersi al mondo delle multisale, specie se devono arrotondare in attesa di laurearsi. Ma a volte questo mestiere continua anche dopo, con la possibilità di far carriera all'interno del gruppo.
«Il personale del cinema – spiega Sonia Fois – è composto da tre manager, un direttore e due vicedirettori, che gestiscono la struttura, e da uno staff di persone il cui numero varia sensibilmente a seconda del periodo: in caso di uscita di film importanti viene pianificata una cospicua immissione di personale a tempo determinato. Il range oscilla comunque dai 30 ai circa 50 dipendenti. I compiti affidati al personale spaziano dalla maschera alla copertura delle postazioni in biglietteria e al bar».
Ma è l'aspetto formativo che si differenzia molto da altre esperienze: «Sul fronte della formazione – precisa il direttore marketing – ci ispiriamo alla formula "training on the job", che in pratica consente a ogni dipendente di essere all'altezza di ricoprire tutte le postazioni, per poter operare al meglio e riuscire a dare un adeguato servizio alla clientela, anche nei momenti di maggiore affluenza».
L'età media dei dipendenti non è però composta solo da giovanissimi, anzi oscilla attorno ai trent'anni: significa che c'è chi ormai, anche dopo il corso di studi, ha fatto una scelta ben precisa. Interessante anche la spartizione del lavoro a livello di sessi, che a differenza di altre «palestre del lavoro», in questo caso praticamente si equivale: «In termini percentuali possiamo dire che il 51% degli occupati sono uomini e il 49% donne – precisa Fois –. Lavoriamo principalmente con personale part-time, che opera tipicamente nella fascia serale e nei weekend, e quindi é un lavoro che si adatta perfettamente alle disponibilità di tempo degli studenti universitari, ma non solo».
Impegnati fino a tarda sera
La vita di un cinema, festivi a parte, è molto sbilanciata verso una fascia serale-notturna, ma il personale «mostra buona adattabilità: è impegnato su vari turni, finalizzati a coprire l'orario che va dall'apertura, ovvero le 17 in settimana, le 14 al sabato e le 11 alla domenica, alla chiusura, che avviene alle 3,30 di notte al sabato e all'1,30 negli altri giorni».
In un momento di crisi economica come quello attuale, c'è piuttosto da chiedersi se la gente è ancora disposta a spendere dei soldi per andare al cinema. «Al pubblico – conclude Sonia Fois – continua a piacere il cinema, in particolare quando c'è il giusto prodotto da andare a vedere. Stiamo valutando l'opportunità di dotare una delle 9 sale di Curno di nuove e più avanzate tecnologie audio-video. L'investimento si aggirerà intorno ai 300-400 mila euro»

sabato 27 ottobre 2012

√ L'ultima parola: giovani, lavoro e complotti planetari

Potenza del blog: il mio post sulla gioventù choosy I giovani ciusi della forarina piagnens, oltre agli strali dei giovani indivanados, suscita l'interesse della redazione dell'Anteprima web de L'ultima parola, il talk show del venerdì sera su Rai 2 condotto da Gianluigi Paragone. Giulia Cazzaniga, conduttrice dell'Anteprima, nella seconda parte del video (da min. 32:45) mi mette a confronto con un gruppo di giovani alle prese con il problema del lavoro. Tra qualche inevitabile scintitlla su una cosa siamo tutti d'accordo: i giovani il lavoro se lo devono cercare, e duramente anche, dato che nessuno gli fa sconti e li agevola in questa congiuntura di crisi generale. La prima parte del video (fino a min. 32:45) è dedicata invece all'intervista con Daniel Estulin, ex KGB russo autore de Il Club Bilderberg sul complotto demoplutomassonico per il dominio del mondo: tesi eretiche ma, proprio in quanto tali, stimolanti (mai dire mai...). La sera, in trasmissione, Gianluigi Paragone mi dà la parola per un "tuit vocale" su web, politica, libertà d'espressione e legge bavaglio: clicca qui, il mio intervento al min. 1:03:50

venerdì 26 ottobre 2012

√ I giovani ciusi della fornarina piagnens

La leggendaria Elsa Fornero (photo: Onda Anomala)
Ci risiamo: la stagionata madamin del governo, detta la fornarina piagnens, la Elsa Fornero insomma, è ricascata in una delle sue memorabili gaffes alla gianduja. Vittima del demone della generalizzazione (la sua bestia nera), ha in sostanza detto al popolo dei ggiovani di essere meno choosy, ossia iperselettivi e schizzinosi nella scelta del primo impiego: ragazzi e ragazze, mettete un piede nel mondo del lavoro (è il suggerimento della zia/prof d'Italia) e poi una volta dentro vi guarderete intorno per un posto eventualmente migliore.

Ebbene qui lo debbo confessare: a me Frau Professor Elsa (non fa molto Anni Trenta?)  piace. Lo so che legioni di bimbominkia e indivanados da tastiera mi odieranno, ma io apprezzo le sue idee, non sempre e non tutte ovviamente, anche se deploro il suo stile comunicativo da maestrina dalla penna rossa del libro Cuore. Quel che dice, ella lo dice quasi sempre male, in modo saccente, con l'eterno ditino indice alzato, indulgendo ad un maternalismo agée che sfocia poi nel patetismo piagnone (ricordate la leggendaria frignatina alla conferenza stampa governativa del "sangue sudore e lacrime"?).

Ma torniamo a bomba: sui giovani schizzinosi la Fornero non ha mica tutti i torti. Chiaro che la sua generalizzazione ex cathedra ("...come dico sempre ai miei studenti") fa imbufalire quelle legioni di ragazzi e ragazze che si son rimboccati le maniche accettando il primo posto disponibile pur di lavorare. Ma altrettanto chiaro che altro era il bersaglio fornarinesco, ossia i figli di papà incalliti che, forti del sostegno coccoloso di mammà, preferiscono cazzeggiare tra smartphone, tv e divano piuttosto che buttarsi in strada alla ricerca di un lavoro. 

Ancor più insidiosa la variante degli aristocratici intellettuali, quelli del "voglio un posto di lavoro adeguato ai miei studi": e no cari, il diritto al lavoro della Costituzione non è il diritto "al lavoro che dico io", fatevene una ragione...e poi non è più divertente laurearsi che so in filosofia come bagaglio personale e poi buttarsi a suonare i campanelli per un'agenzia immobiliare? Poi da cosa nasce cosa no? (così un esempio a caso...)

A madama Elsa regalo uno slogan a gratis (visto che con la comunicazione non ci azzecca...), valido per giovani, mediani e anziani:


CHOOSE NOT TO BE CHOOSY


Ma vale prima di tutto per lei, qualcuno le metta uno specchio davanti alla faccia :)