sabato 1 dicembre 2012

√ delle elezioni #primarie e del #PD

Pd/Primarie: domenica si vota per il ballottaggio
I dioscuri del PD (photo: Asca)
[il mio umile e insindacabile parere sulle primarie di csx, col quale spero di inimicarmi tutti, renziani bersaniani e silviani :) ]

ho tuittato: 

#primarie: #renzi vuol mutare base elettorale e dna del #PD x questo l'apparato postsovietico lo odiah

ora ve lo spiego io:

del resto il pdl è finito, sicché i suoi elettori sono in libera uscita, salvo i fedelissimi silviani che lo seguiranno fino alla fine in qualsivoglia avventura (gli elettori-over di cdx). quindi l'idea di creare un contenitore lib-lab x intercettare il centro dell'elettorato è semplice e geniale. 

del resto in italia chi ha conquistato il centro ha sempre vinto le elezioni, siamo un paese di moderati. la "cosa nuova" lib-lab può essere o un pd allargato che cambia pelle ed amplia la sua base elettorale al fatidico 40% preconizzato da renzi, o una nuova offerta politica alternativa al vecchio pd postsovietico. il travaglio di questi giorni ci dirà se il pd è pronto a mutare il suo dna o se servirà un nuovo partito.


venerdì 30 novembre 2012

Le #primarie? Per i partiti son kryptonite, evviva!

Il leggendario Sindaco - Rottamatore fiorentino
La vicenda delle primarie è la cartina di tornasole dell'esigenza di introdurre dosi massicce di democrazia diretta all'interno della vita dei partiti. Ma i partiti italiani, coi loro apparati un po' borbonici, sono pronti? Il PD, dopo l'entusiasmo per la novità delle primarie e l'ubricatura mediatica del dibattito televisivo tra i candidati, ora pare preda di lancinanti mal di pancia in vista del fatidico ballottaggio di domenica, e le regole cominciano a non essere più così certe, ordini, contrordini, guerra di interpretazioni...

In compenso il PDL, dopo un groviglio grottesco di marce avanti, indietro, inversioni a U e derapate dialettiche, le primarie ha pensato bene di rottamarle quando Berlusconi ha dato l'ultimatum, anzi il penultimatum della sua ri-discesa in campo con un nuovo partito, la Cosa Nuova di Silvio [ultim'ora: dopo lungo e accorato vertice col Cavaliere, Alfano annuncia il ripristino delle primarie pidielline il 16 dicembre: solo i Maya potranno risolvere l'arcano]. 

Conclusione: le primarie per la nomenclatura dei partiti son come la kryptonite per Superman, quindi primarie per tutti, in tutte le elezioni a tutti i livelli, dalle circoscrizioni al parlamento!

martedì 27 novembre 2012

√ #Euro - novela: e #Bagnai rispose a #ultimaparola

Euro sì, Euro no: prosegue il tormentone sulla moneta unica a L'ultima parola, il talk show del venerdì sera su Rai2. All'Anteprima web, il think-tank del pomeriggio in diretta web, l'economista Alberto Bagnai presenta il suo opus maius su (leggi versus) la moneta unica, dall'icastico titolo "Il tramonto dell'Euro", e (audite audite) risponde persino alle domande della bloggerz-armada (tra cui l'indegno me). Un prof che risponde alle domande? Scattedratelo, presto! :) Non pago delle risposte in diretta, Alberto Bagnai ci torna sopra, ri-risponde a tutte le domande (anche quelle che in diretta erano fatalmente sfuggite, del resto era mitragliato di quesiti dai survoltati bloggerz), e ce la spiega alla grande (dal suo punto di vista, ovviamente) in un succulento post del suo blog: buona lettura! :)

sabato 17 novembre 2012

√ #Imu, la tassa di #Monti, o di molti?

Imu, Monti, no taxation without representation. Anteprima web de L'ultima Parola, il talk show del venerdì sera su Rai2: Giuliano Olivati, presidente Fiaip Bergamo (la federazione italiana agenti immobiliari profesionali) e delegato cultura&formazione Faip Lombardia, al min. 19:43 parla della controversa imposta sugli immobili, cavallo di battaglia del governo Monti. Immancabile la pagella al governo, e pure una parolina sul bombastico ministro "la Fornero"...

giovedì 15 novembre 2012

√ #Motocicletta, 10 HP

Crash

Oggi ho fatto un incidente. Non mi succede mai, e infatti stavolta son stato tamponato, son incidentato e non incidentante. Ero sull'asse interurbano di Bergamo (equivalente orobico della tangenziale milanese), era l'una del pomeriggio, ero sulla smartina aziendale con la donna misteriosa della mia vita (#lamoglie) quando dopo Seriate in direzione Bergamo abbiamo trovato colonna. Quindi ho frenato, preoccupandomi, e col sollievo di non tamponare. Poi ho visto nel retrovisore il motociclista. Cazzo va troppo forte, questo ci viene addosso, ho il tempo di esclamare e bang! ci ha presi, nello specchietto laterale lo vedo rotolare sull'asfalto e la moto mi supera strisciando per terra sulla destra (bruttissima visione). Io e #lamoglie gridiamo all'unisono (21 anni di coniugio ci hanno insegnato a urlare insieme) e scattiamo fuori, pensando di trovarlo morto, minimo è morto.

Il motociclista

Il morto è in piedi, si toglie il casco e si prende la testa tra le mani, gemendo e disperandosi. Intorno le macchine sfrecciano di qua e di là, è la situazione post incidente più pericolosa lo so. Buoni samaritani? Neanche a parlarne, ma va detto che anche fermarsi è pericoloso, manca la corsia d'emergenza. La moto è riversa sull'asfalto accesa, un po' sgarbellata. Un motorone crucco che ne basta la metà, avrà il doppio dei cavalli della mia Smart. "Buongiorno", gli dico, "son cose che capitano". Lui farfuglia qualcosa, io sempre didascalico: "Lei ora è sotto shock". Va a spegnere la moto ma non sappiamo bene che fare, lo invito a sedersi e lui ovviamente sta in piedi. E' un sessantenne coi capelli e i baffi grigi, la faccia simpatica. Si sente in colpa dice cose strane (è scioccato) e a me la situazione non mi sta piacendo ma per niente, anche perché siamo su un cavalcavia a ringhiera bassa. "Devo mettere il triangolo",  dico a #lamoglie che nel frattempo è impallidita, ma non faccio in tempo ad andare alla macchina che...

Chiamo esercito

Out of the blue arriva una camionetta dell'esercito, una jeep con livrea mimetica. Sembra un film, ma chi li ha chiamati questi? #Lamoglie a bocca aperta cita il sindaco Alemanno, "chiamo esercito...": le Forze armate democratiche son venute a noi. Scendono tre soldati, due uomini e una donna in tenuta da combattimento con la tuta leopard e gli anfibi, tre bei tipi, giovani, molto sicuri di sé che prendono immediatamente in mano la situazione. Meno male che sono professionisti di firma e non di leva come una volta, penso. Hanno una procedura, si vede subito. Uno si mette dietro la camionetta con la giacca catarifrangente segnalando l'ostacolo alle auto che arrivano, la ragazza prosegue l'ideale cordone davanti alla moto incidentata, il capopattuglia ci coordina. "Non spostiamo la moto che arriva la polizia, abbiam chiamato anche l'ambulanza, signora è pallida si sieda nel mezzo [la camionetta è "il mezzo"], signore l'ambulanza è anche per lei, lei che guidava la macchina mi spieghi la dinamica...". Nel frattempo avvertono la loro destinazione a Ponte San Pietro che stan facendo assistenza ad un incidente e tarderanno, segno che hanno ordine di prestare soccorso in simili casi: "e bravo esercito, mi piace", penso.

Happy ending

Dall'insidioso caos post incidente siamo ormai in piena operazione militare. D'incanto il motociclista cessa di fare discorsi strani (c'è l'esercito...), #lamoglie si ritrova con un bel colpo di frusta (preconizzato dalla soldatessa), io e il signore in attesa dell'ambulanza facciamo la constatazione amichevole e tutti chiedono agli altri se stian bene, salvo che nessuno lo chiede ai soldati che per definizione son combat ready. Arriva l'ambulanza a sirene spiegate, nel frattempo qualche infelice in macchina strombazza ai militari, infastidito dal non poterci travolgere a 120 all'ora. Al motoclista che rifiuta il ricovero (miracolato, non si è nemmeno strappato i jeans) fan firmare la liberatoria, #lamoglie finisce al pronto soccorso delle Gavazzeni dove le danno parecchi giorni di collare, io rimando gli appuntamenti del pomeriggio.

Morale

E' andata di lusso, secondo il classico paradigma del "culo nella sfiga". Il motociclista non teneva la distanza ma è riuscito a frenare, tamponandoci a bassa velocità (se no ciao) e non si è fatto pressoché nulla. Dietro di noi non avevamo il Tir Danese Impazzito, mio ricorrente incubo stradale, e nessuno ci è venuto addosso (se no ciao). L'esercito ci ha fatto da centro assistenza a gratis, evitando il rischio postaccidentale che è gravissimo su autostrade e superstrade (grazie ragazzi, voi onorate il tricolore e non lo dico con la solita ironia). La Smart viaggia ma è un po' rincagnata a tergo, per fortuna ci penserà l'assicurazione, è la macchina più cara del mondo coi pezzi di ricambio. Last but not least #Lamoglie: se non succedeva era meglio, ma anche questa volta sopravviverà. E io...beh chi mi ammazza a me? :)

E ora, per premiarvi, "Il tempo di morire" dell'immortale Lucio Battisti

domenica 11 novembre 2012

√ L'eterna #guerra dei #sessi [post leggero]

 LA VITA DI UNA DONNA IN TRE FOTOGRAFIE: 1) SINGLE 2) SPOSATA 3) DIVORZIATA


  
                                                                                         


 
 


LA VITA DELL'UOMO IN TRE FOTOGRAFIE



SINGLE
                                                                                  SPOSATO                                                    DIVORZIATO

sabato 10 novembre 2012

√ #bergamo: #choosy? no, #BRA braccia rubate all' #agricoltura


Ingegneri e filosofi
ma poi scelgono
di fare i contadini

La crisi non ferma la crescita di giovani e donne
nel comparto agricolo. Tre su dieci hanno lauree
importanti ma prevale una scelta di vita diversa

  • L'Eco di Bergamo Sabato 10 Novembre 2012
  • ECONOMIA,
  • pagina 16
Filippo Grossi

Img: L'Eco di Bergamo
La crisi non ferma in Bergamasca la crescita di addetti in agricoltura: sono 130 in più, pari al 13%, rispetto all'anno scorso. Ma soprattutto sono tanti i giovani e le donne che, nell'annata agraria appena trascorsa, si sono avvicinati al settore, con un trend di crescita, calcolabile attorno al 7-8%.

Ma l'aspetto che più stupisce è che su dieci giovani che intraprendono l'attività agricola, tre sono laureati, con un profilo scolastico alto e lauree in Ingegneria, Economia, Architettura e Filosofia.

Studiano per fare altro ma poi scelgono di inaugurare un agriturismo, o aprire un allevamento caprino o cimentarsi nella quarta gamma. Una scelta di vita, ancor prima che lavorativa, che segna un'inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa e che sicuramente la crisi, con le croniche difficoltà di industria e commercio, ha contribuito ad accentuare.

Il comparto tiene

I dati, forniti ieri da Coldiretti Bergamo in occasione del bilancio dell'annata agraria 2011-2012, si accompagna alla sostanziale tenuta dell'intero comparto agricolo orobico.
Pur nell'incertezza determinata dalla difficile congiuntura, «l'agricoltura bergamasca ha cercato di tener testa alla crisi – spiega Alberto Brivio, presidente Coldiretti Bergamo – attraverso l'incremento di settori multifunzionali, in particolare con la crescita degli agriturismi (135 solo quelli aderenti a Coldiretti) e della vendita diretta, ma anche grazie alla promozione di nuovi beni e servizi a favore del consumatore tra cui l'ippoturismo, percorsi di mountain bike e pedonabili, agricampeggio, i prodotti caseari per celiaci, coltivazione dello zafferano».

Sul bilancio positivo pesano comunque alcune criticità, «come il forte aumento dei costi di produzione per l'incremento del prezzo dei cereali e della soia, necessari per l'alimentazione del bestiame, e a cui si lega il fortissimo aumento di spese per l'energia soprattutto del gasolio – evidenzia Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Bergamo -: oltre a ciò, bisogna calcolare i danni causati dalle anomalie climatiche in primavera, e soprattutto dalla siccità che ha provocato seri problemi a colture come il mais e alle produzioni d'uva, con crolli dal 30 al 50%».

Altro nodo cruciale la guerra sul prezzo del latte «pagato finora agli allevatori 38,75 centesimi al litro, ben al di sotto dei costi di produzione alla stalla. Inoltre «la continua difficoltà di accesso al credito che sta imbrigliando lo sviluppo di molte aziende e, infine, la pesante e progressiva cementificazione del suolo agricolo che nell'ultimo decennio ha determinato una riduzione del 24%», precisa Brivio.
Ricambio fondamentale

Tutte condizioni che certamente «non hanno favorito il rilancio dell'agricoltura bergamasca – prosegue il presidente Coldiretti – anche se, fortunatamente, a fianco di una maggiore difficoltà dell'agricoltura "tradizionale" (in particolare, il comparto suinicolo, quello caseario e il florovivaismo) l'avvento dei giovani e delle donne ha provveduto a tenere a galla il comparto primario puntando su settori innovativi come l'agricoltura multifunzionale, in particolare agriturismi, fattorie didattiche, vendita diretta e coltivazione di piccoli frutti portando a un incremento di dipendenti del 13% nell'annata agraria 2011-2012».